Giardino di Ninfa

Giardino di Ninfa 3 consigli pratici

In questo articolo ti parlo del Giardino di Ninfa, un piccolo tesoro nella provincia di Latina, che ti stupirà con la sua bellezza! Leggi questa guida e segui i miei 3 consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita in questa meraviglia del Lazio.

Il Giardino di Ninfa

Il Giardino di Ninfa è un Monumento Naturale dalla Regione Lazio dal 2000, e negli ultimi anni la sua fama è cresciuta in modo esponenziale. Qui nei weekend primaverili si affollano file di turisti per visitare le meravigliose piante e i resti dell’antica città di Ninfa. Casa di innumerevoli quantità di specie animali e vegetali, il Giardino di Ninfa è oggi uno dei fiori all’occhiello della Regione Lazio, e in questo articolo ti voglio spiegare come organizzare al meglio la tua visita qui.

Un pò di storia

Il nome “Ninfa” deriva da un tempio romano nei pressi dell’attuale Giardino, dedicato alle divinità delle acque sorgive.

Nel corso della storia Ninfa fu governata da diverse famiglie nobiliari, tra cui i Conti e i Colonna, per arrivare infine ai Caetani, che ne esaltarono la bellezza in ogni modo e la fecero arrivare fino a noi. Il primo possessore fu Papa Bonifacio VIII, che acquistò Ninfa per suo nipote Pietro II.

Giardino di Ninfa

Nel 1382 Ninfa fu distrutta durante il Grande Scisma e non fu più ricostruita, divenendo una città fantasma. A creare il Giardino fu il Cardinale Nicolò III Caetani, il quale nel XVI secolo fece realizzare un “hortus conclusus”, ossia un giardino delimitato da mura regolari dove venivano coltivate piante e agrumi, ma stavolta ad allontanare i benefattori del Giardino fu la malaria.

Verso la fine dell’Ottocento i Caetani ritornarono nuovamente a Ninfa: la moglie di Onoraro Caetani, Ada, e due dei suoi figli, Gelasio e Roffredo, si presero cura di Ninfa e crearono un giardino in stile anglosassone. Misero su un’imponente opera di recupero e restauro di tutta l’area, trasformandola nella loro residenza di campagna.

L’ultima erede e giardiniera fu Lelia, figlia di Roffredo Caetani, la quale curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, evitando l’uso di sostanze inquinanti. Introdusse numerose nuove specie di piante e fiori, e realizzò il rock garden, chiamato anche “colletto”.

Giardino di Ninfa

Donna Lelia istituì la Fondazione Roffredo Caetani nel 1972, cinque anni prima della sua morte, al fine di tutelare la memoria del Casato Caetani, e di preservare il Giardino di Ninfa.

…e di leggenda!

Il Giardino di Ninfa però non è solo storia, ma ha attorno alla sua nascita diverse leggende. Una che mi ha colpito particolarmente è quella secondo cui il Giardino nacque grazie alle imprese di due sovrani confinanti, per conquistare il cuore della bellissima principessa Ninfa. Suo padre infatti aveva messo in palio la sua mano a chi avesse bonificato l’intera area dove oggi sorge il giardino.

Fato volle che a vincere la sfida non fu l’innamorato segreto di Ninfa, ma il suo contendente, un re stregone. Ninfa quindi, per sfuggire al proprio destino si gettò nelle acque del lago e scomparve per sempre.

Ok, forse un pò melodrammatica come storia, ma le leggende sono sempre affascinanti, no?

Flora e fauna

Veniamo però al vero motivo per cui tutti vengono a visitare il Giardino di Ninfa: la sua vegetazione mozzafiato!

All’interno del giardino di Ninfa si trovano ciliegi e meli ornamentali che in primavera fioriscono in maniera spettacolare, varietà di magnolie, betulle, iris palustri e una sensazionale varietà di aceri giapponesi. Con i suoi 8 ettari di estensione, il Giardino di Ninfa conta più di 1300 varietà di piante e qui sono stati riconosciuti 100 uccelli diversi.

La sensazione che si ha passeggiando in mezzo a tutto questo verde è quella di essere in paradiso, perchè ci si estranea veramente da tutto il mondo fuori e ci si concentra solo sul rumore dell’acqua che zampilla e scorre nel ruscello e sul cinguettio degli uccelli che qui hanno trovato dimora. L’intensità dei colori è strabiliante e sorprendente, e durante il percorso verrai sorpreso da una diversità talmente lampante che ti sembrerà di essere passato in un secondo dal Giappone ai Paesi Bassi.

Quest’oasi naturale è uno spettacolo per gli occhi anche sotto la pioggia o quando il sole non brilla nitido in cielo, perchè tutto il lavoro lo fanno gli alberi, i fiori e i prati che si attraversano e in cui si passeggia!

3 consigli pratici per visitare il Giardino di Ninfa

Ora che ti ho raccontato un pò di più del Giardino di Ninfa, voglio darti 3 consigli pratici per organizzare la tua visita e godere al massimo di questa esperienza nella natura.

1) Prenota in anticipo

Il Giardino di Ninfa non è aperto tutto l’anno, e nemmeno tutta la primavera/estate, ma solo in date precise che tendenzialmente combaciano con il weekend. Al Giardino di Ninfa può accedere un numero limitato di visitatori ogni giorno, per cui il primo e più importante consiglio che ti voglio dare è quello di prenotare in largo anticipo la tua visita.

I biglietti vanno presto sold-out quindi non avere timore di prenotare i tuoi anche con un mese di anticipo! Gli ingressi sono ogni 30 minuti dalle 09.00 alle 17.00 e l’unico modo di visitare il Giardino è con visite guidate della durata di un’ora circa. Il prezzo è di €15,75 per gli adulti e la stagione 2023 partirà il 18 e 19 marzo! Una volta arrivato in loco dovrai presentarti con il biglietto al check-in, dove ti sarà dato un numero con cui poi accedere al Giardino.

Ti consiglio comunque di tenerti aggiornato sulle date di apertura al pubblico sul sito ufficiale del Giardino di Ninfa!

Giardino di Ninfa

2) Scalda il motore

Il Giardino di Ninfa si trova a Cisterna di Latina, in provincia di Latina, e non è possibile arrivare qui con i mezzi pubblici, quindi metti subito in moto e preparati a un viaggio in macchina o moto! Per il parcheggio non hai di che preoccuparti, perchè all’ingresso del Giardino è presente un ampio parcheggio gratuito.

Arrivare al Giardino di Ninfa è facilissimo: da Roma basta prendere il GRA, poi la statale 148 e proseguire fino al bivio per Borgo Bainsizza!

Se proprio non vuoi prendere la macchina, hai modo di arrivare al Giardino di Ninfa con la combo treno+taxi. Da Roma Termini puoi prendere un qualsiasi treno che fermi alla stazione di Latina Scalo, e da lì prendere un taxi che ti porti fino al Giardino di Ninfa in pochi minuti. 

3) Prepara lo zaino

Questo può sembrare un consiglio scontato e inutile…ma fidati, non lo è!

Quello che ti servirà per non avere brutte sorprese una volta arrivato qui, è uno zaino pieno di acqua e panini! Perchè? Bisogna considerare che il Giardino di Ninfa è un’oasi naturale, e per questo motivo è stata presa la decisione di non intaccare il verde e le aree circostanti il giardino con strutture per il pranzo o simili.

Tutto quello che troverai per rifocillarti è una coppia di macchinette automatiche e un piccolo ristoro con prezzi esorbitanti. Non voglio nemmeno menzionare le lunghe code che si creano per ordinare un semplice toast! Notizia positiva: puoi usufruire gratuitamente dei tavoli adibiti all’area pranzo, ma ti consiglio di portare le materie prime da casa!

Perfetto per una gita domenicale!

Il Giardino di Ninfa è una meta perfetta per una gita domenicale nel Lazio, molto indicata per chi ha bambini, ma anche ideale per chi semplicemente vuole passare una mattinata o un pomeriggio immerso negli alberi e nei fiori.

Quando ho visitato il Giardino di Ninfa, diversi anni fa, purtroppo non ho trovato un meteo bellissimo, ma questo luogo mi ha lasciato comunque un bellissimo ricordo. Del Giardino ho amato la calma e la tranquillità che trasmettono le piante, e ho percepito la natura tutto intorno come un toccasana.

Consiglio vivamente la visita se non si è mai stati qui, perchè è davvero un posto magico, dove il tempo segue esclusivamente l’andamento delle stagioni e della vegetazione che qui dimora.

Seguimi su Instagram e guarda tutti i miei contenuti sul Giardino di Ninfa e tutte le altre mete in cui sono stata, e prendi spunto per i tuoi weekend e le tue gite fuori porta!

Al prossimo viaggio,

Erika!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *