Con un viaggio di 10 giorni in Andalusia si possono scoprire le città principali della Costa del Sol ed esplorare una delle regioni più belle di tutta la Spagna. Continua a leggere per scoprire tutte le tappe imperdibili per un viaggio di 10 giorni in Andalusia, e un itinerario completo per vederle tutte.
Viaggio di 10 giorni in Andalusia
Sono passati ormai diversi anni dal mio viaggio di 10 giorni in Andalusia, ma lo ricordo ancora adesso come uno dei viaggi più intensi e ricchi di sempre. Durante quei 10 giorni di un agosto caldissimo, io e le mie amiche abbiamo fatto un vero e proprio bagno nella Spagna più autentica, assaporando non solo la spettacolare cucina andalusa, ma anche l’accoglienza della gente locale e le tradizioni nate dalla commistione di diverse culture.
L’Andalusia è la regione che si trova più a Sud della Spagna, è una regione calda dove il sole splende vigoroso e le influenze di un passato moresco hanno lasciato gioielli di straordinaria bellezza. In questo articolo voglio parlare proprio di questo viaggio, e dell’itinerario che ho seguito per scoprire questa meravigliosa regione. Un’importante premessa che voglio fare è che con un viaggio di 10 giorni in Andalusia non si riesce a vedere tutto, e inevitabilmente si devono fare delle scelte.

Io ho deciso di concentrarmi sulle 4 città principali dell’Andalusia, suddividendo il mio viaggio in 4 tappe e spostandomi da est verso ovest: sono atterrata a Malaga e ho preso il volo di ritorno da Siviglia. Io mi sono mossa unicamente in bus, pullman e treni, senza prendere una macchina a noleggio, ma questa rimane un’alternativa da prendere in considerazione se si preferisce esplorare le zone dell’Andalusia più rurali e selvagge, dove i mezzi di trasporto arrivano e non arrivano e dove è sicuramente più agevole muoversi in autonomia.
Tappa 1 – 3 giorni a Malaga
Senza tergiversare oltre, iniziamo subito a parlare della prima tappa del mio viaggio di 10 giorni in Andalusia: Malaga. Questa è la città natale di Pablo Picasso, e come lui è una città colorata e anticonformista, dalle molteplici letture ed estremamente vera e autentica. Qui si trovano sia cultura che arte, sia relax che divertimento sfrenato, e nei miei 3 giorni a Malaga ho inserito un mix di ognuno. 3 giorni sono il tempo ideale per esplorare Malaga, poichè la città si gira tranquillamente a piedi o utilizzando comunque pochissimi mezzi di trasporto.
Cosa vedere a Malaga
Le cose da vedere a Malaga si dividono tra storia, arte e vita andalusa. L’attrazione principale di Malaga, la prima in assoluto da visitare durante questa tappa di un viaggio di 10 giorni in Andalusia, è senza ombra di dubbio l’Alcazaba. Situato in una posizione dominante sopra l’intera città, l’Alcazaba è un palazzo-fortezza risalente all’XI secolo e che nel corso dei secoli ha subito diversi rifacimenti. Al suo interno si possono visitare giardini, edifici e cinte murarie, un palazzo, una cittadella e la Torre del Homenaje, e persino un Anfiteatro Romano.
La parte che più ricordo però, e che mi è rimasta nel cuore, sono le sue merlature. Da qui si può godere di una vista a 360° su tutta Malaga, e si può far viaggiare lo sguardo a tutto tondo. Il secondo luogo per importanza a Malaga è il Castello di Gibralfaro, la fortezza dell’Alcazaba, anch’esso tappa imperdibile di un itinerario malagueno. Continuando a parlare di storia, non posso non menzionare la Cattedrale di Nostra Signora dell’Incarnazione, in stile gotico e ancora incompleta. Proprio questa sua caratteristica le ha fatto guadagnare il soprannome di Manquita (ossia, non terminata).

Gli amanti dell’arte non possono assolutamente perdere il Museo dedicato a Pablo Picasso. Fu lo stesso pittore a chiedere alla sua città di aprire un museo in suo onore, e al suo interno si trovano una collezione permanente e diverse mostre temporanee, che variano a seconda della stagionalità. Per vivere la città nella sua essenza più vera invece, si deve girare per le strade di Malaga. La via principale della città si chiama Calle Marques de Larios, e conduce direttamente alla piazza più importante di Malaga, Plaza de la Constituciòn. Merita una visita anche il Pasaje de Chinitas.
Un aspetto di Malaga legato alle sue radici che non si deve dimenticare, anche se eticamente ci si trova distanti dal condividerne l’entusiasmo, è la corrida. A Malaga infatti si trova una delle arene di tori più grandi di tutta la Spagna: Plaza de Toros. Al di là di cosa si pensa a riguardo, credo che una visita qui sia d’obbligo per comprendere una delle tante facce di Malaga, e la sua lunga storia. Infine, per rilassarsi un pò oppure per divertirsi al ritmo della movida, la Playa de la Malagueta è il luogo ideale dove recarsi.
La Feria di Malaga
Venire a Malaga durante il periodo della Feria de Malaga è la miglior cosa che si possa fare quando si sta programmando un viaggio di 10 giorni in Andalusia. Questo è il festival più importante della città, e in occasione delle sue giornate, l’intera città si anima e si veste degli abiti tradizionali, portando nelle strade la musica e le canzoni più antiche. Le donne portano fiori nei capelli e ballano flamenco, tutti sono gioviali e cibo e sangria sono super abbondanti.

La Feria si divide tra giorno e notte. Di giorno ad essere invase dalle bancarelle e dall’allegria contagiosa della festa sono le vie del centro di Malaga, mentre dopo il tramonto tutto si sposta al Porto, dove un’area attrezzata appositamente ospita un enorme luna park e una serie infinita di ristoranti e balere. Insomma, è un’esperienza da vivere assolutamente secondo me!
Gita alla Grotta di Nerja
Da Malaga si può fare una gita di un giorno alla Grotta di Nerja, un sito archeologico, geologico e biologico della massima importanza. Questa enorme e suggestiva grotta fu scoperta alla fine degli anni ‘50 del ‘900 per puro caso, e la sua importanza storica è tale da essergli valsa la nomina di Bene di Interesse Culturale nel 2006. Per arrivare qui si può optare sia per una macchina a noleggio che per il percorso con i mezzi pubblici, come ho fatto io.
In alternativa però, esiste anche un tour privato con partenza da Malaga che permette di scoprire la Grotta di Nerja e i due villaggi di Nerja e Frigiliana sfruttando l’intera giornata. Trovo che questo tipo di tour sia l’ideale se si preferisce viaggiare comodamente e non dover impazzire per organizzare gli orari dei bus, la partenza e l’intera gita in autonomia. L’esperienza che si fa poi, è decisamente memorabile e spettacolare, e la consiglio vivamente, a prescindere da come si decide di arrivare qui.

Caminito del Rey
I dintorni di Malaga sono talmente affascinanti che, se si può, consiglio di dedicare anche 4 giorni a questa tappa in un viaggio di 10 giorni in Andalusia. Uno, secondo me, va dedicato al Caminito del Rey, un sentiero che in passato era noto per essere il più pericoloso del mondo. Oggi non è più così, ma percorrerlo è assolutamente sicuro, anche se serve una buona dose di avventura e coraggio. Grazie alla passerella di 3 km, si può attraversare uno spettacolo naturale tra i più suggestivi non solo della Spagna, ma dell’Europa intera.
Anche per il Caminito del Rey esistono varie opzioni. Si può arrivare qui in autonomia, prendendo un treno da Malaga e poi una navetta apposita che conduce direttamente all’ingresso del percorso, oppure sfruttare un tour davvero ben fatto che parte da Malaga e include, oltre al trasporto, anche il ticket d’ingresso per l’esperienza. Personalmente, mi sto ancora mangiando le mani per non aver incluso questo percorso nel mio viaggio di 10 giorni in Andalusia ma si sa, quando si viaggia in gruppo si devono fare delle rinunce in favore del quieto vivere!
Tappa 2 – 3 giorni a Granada
La seconda tappa del mio viaggio di 10 giorni in Andalusia è stata Granada. Situata ai piedi della Sierra Nevada, questa città è semplicemente splendida. Dalle strade acciottolate all’atmosfera che sembra ancora sospesa in un tempo indefinito tra l’era moresca e quella cattolica, a Granada si respira un’aria diversa dal resto della Spagna. A Granada ho dedicato 3 giorni perchè mezza giornata del primo giorno se ne va necessariamente per spostarsi da Malaga, quindi effettivamente alla visita della città rimangono solo 2 giorni e mezzo.

Cosa vedere a Granada
Quello che rende Granada famosa in tutto il mondo è sicuramente la sua Alhambra, il simbolo stesso della città. Questo è anche il luogo più visitato di tutta la Spagna e una delle sette meraviglie del mondo moderno. Insomma, mica pizza e fichi! Velata da un passato misterioso (l’anno della sua costruzione rimane avvolto nella storia), la Alhambra è stata nel corso dei secoli una fortezza, una residenza reale e molto altro.
Dichiarata Patrimonio UNESCO insieme al Generalife, l’Alhambra è una tappa imperdibile quando si viene a visitare Granada, e proprio per la sua importanza è fondamentale prenotare il proprio biglietto di ingresso con largo anticipo (anche di qualche mese). Rimanendo in tema arabeggiante, una volta a Granada si deve dedicare qualche ora al bianchissimo quartiere El Albaicin. Questo si sviluppa sulla collina che si trova proprio di fronte all’Alhambra, ed è totalmente in salita.
Una volta raggiunta la sua sommità però, arrivando al Mirador di San Nicola, si gode di una vista che è meglio di una cartolina! Altra cosa importante da vedere a Granada è la Cattedrale dedicata alla Vergine dell’Incarnazione, risalente al Rinascimento e commissionata dai Re Cattolici, con la vicina Cappella Reale. La chiesa più importante per i locals però, è la Basilica di San Juan de Dìos, dedicata al patrono della città.

Infine, non si può considerare chiusa la tappa di Granada di questo viaggio di 10 giorni in Andalusia senza un giro al Mercato dell’Alcaicerìa, una vera e propria attrazione. Si tratta di un antico mercato moresco della seta, che oggi offre la possibilità di acquistare oggetti di ogni sorta, dalla ceramica tradizionale al legno intarsiato, dalle lampade colorate alle stoffe. Qui fare incetta di souvenir è facilissimo, quasi tanto quanto cadere vittima dei borseggiatori. Pertanto, raccomando la massima attenzione alle proprie borse quando si viene qui.
Tappa 3 – 1 giorno a Cordoba
Per la tappa numero 3 ci si sposta a Cordoba, una città affascinante e che sembra provenire da un’altra epoca. In passato Cordoba era la capitale del califfato omayyade, mentre oggi rappresenta un perfetto esempio di conservazione delle diverse culture che hanno vissuto qui. Passeggiando per le sue strade infatti, si percepiscono nettamente sia le influenze arabe che quelle romane e cattoliche. L’ideale per visitare Cordoba come si deve è fare un itinerario di 2 giorni pieni. Io però, per necessità logistiche, ho diviso la mia visita in due mezze giornate, trascorrendo qui una sola notte, in un ostello che non dimenticherò mai.
Cosa vedere a Cordoba
Le cose da vedere a Cordoba in un viaggio di 10 giorni in Andalusia non sono tantissime, ma questa città è un gioiello talmente raro che alla quantità fa prevalere la qualità. Quello che rende famosa Cordoba in tutto il mondo è la sua Mezquita, l’edificio simbolo della città che incanta chiunque vi metta piede. Le sue 856 colonne bianche e rosse sono una vera icona, e all’interno dei suoi 23.000 mq di superficie si trovano un minareto, la Torre del Alminar, il Patio de los Naranjos, la Capilla Mayor, il mihrab, con i suoi 1.600 kg di tessere di mosaico d’oro, e tanto altro.

Dichiarata Patrimonio UNESCO nel 1984, la Mezquita divide il titolo con le vie del centro storico e diversi altri monumenti dell’Andalusia. La Juderìa, non a caso, è il quartiere ebraico tra i più importanti di tutta Europa! Dalle piante colorate alle case totalmente bianche, dai vasi blu agli stretti vicoli, tutto qui riporta ad un passato antichissimo e prezioso, che ha reso l’Andalusia lo spettacolo che è oggi. Per apprezzare al massimo lo spirito di questo quartiere, si deve percorrere Calle de las flores, una strada che sembra uscita da un dipinto.
Altro edificio imperdibile a Cordoba è l’Alcazar, dove i Re Cattolici vissero per circa 8 mesi dopo la presa della città. Infine, l’elemento che appare in qualsiasi foto di Cordoba, e che compare anche nel Trono di Spade, è il Ponte Romano che dà accesso alla città. Attraversando il Guadalquivir da una sponda all’altra, il Ponte risale all’Imperatore Augusto, e presenta 16 arcate imponenti e inamovibili, che sono arrivate fino a noi.
Tappa 4 – 3 giorni a Siviglia
L’ultima tappa di un perfetto viaggio di 10 giorni in Andalusia non può che essere Siviglia. Al di là del fatto che è una città logisticamente ideale per tornare in Italia, Siviglia è la vera perla di questa regione (oltre che sua capitale). Qui si trova un mix unico di architettura moresca e rinascimentale, storia, arte e cultura. Passare la serata tra le strade animate della movida, i tapas bar e le tradizioni cittadine è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Cosa vedere a Siviglia
In questo articolo non sarò esaustiva riguardo tutte le cose che ci sono da vedere e da vivere in città, poichè sono davvero tante, ma ti suggerisco di leggere l’articolo che ho dedicato interamente alla città di Siviglia per poterle approfondire come si deve. La prima cosa che si deve inserire in un itinerario a Siviglia è l’Alcazar, un complesso architettonico che ha dato vita ai giardini di Dorne ne Il Trono di Spade (si capisce che sono fan della serie?!). Costruito nel 912, l’Alcazar è usato ancora oggi come residenza reale ed ha ricevuto il titolo di Patrimonio UNESCO insieme alla Cattedrale di Siviglia, altra tappa imperdibile della città con la sua Torre della Giralda.
Per entrambi i siti consiglio di acquistare i biglietti con largo anticipo, se non si vuole rischiare di rimanere fuori per le troppe persone in coda. Passeggiando per la città invece, non si può non andare al Barrio Santa Cruz, il quartiere più romantico di Siviglia e il suo cuore storico. Altri luoghi iconici della città sono il Parque de Maria Luisa e Plaza de Espana, una delle piazze più belle del mondo. Nei suoi 50.000 mq di superficie ci sono un edificio semicircolare decorato con coloratissime piastrelle e persino un canale dove si può prendere una barchetta a noleggio!
Tra i simboli di Siviglia c’è anche la Torre del Oro, chiamata così perchè in passato ricoperta d’oro (stando alla leggenda), e che oggi ospita il Museo Navale di Siviglia. Nelle sue immediate vicinanze merita una visita anche Plaza de Toros de la Maestranza, l’arena più antica del Paese. Infine, tra le cose da vedere a Siviglia durante l’ultima tappa di questo lungo viaggio di 10 giorni in Andalusia, voglio nominare il Metropol Parasol, la più grande struttura in legno del mondo e che si ispira al Guggenheim di Bilbao, e il Barrio di Triana, l’ex quartiere dei gitani di Siviglia.

Altre città dell’Andalusia: Cadice, Ronda e Jerez de la Frontera
In un viaggio di 10 giorni in Andalusia purtroppo, non si può vedere tutto di questa splendida regione. Per questo, ho dovuto fare delle rinunce. Chi però ha più tempo di me e vuole sapere cos’altro visitare in Andalusia, non deve assolutamente perdere le città di Ronda, Cadice e Jerez de la Frontera. Ronda è una città particolarmente pittoresca, famosa per il Puente Nuevo e la sua suggestiva gola profonda ben 100 metri. Qui si respira un’atmosfera autentica e si ammirano panorami mozzafiato.
Cadice è invece il luogo dove il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico. Questa è considerata la città più antica d’Europa, e ha un ritmo lento e rilassato, tipico delle città marinare. Il suo centro storico è ricco di piazze e chiese e rappresenta una tappa imperdibile per scoprire un lato più nascosto e tranquillo dell’Andalusia. Infine, Jerez de la Frontera è una città elegante e raffinata famosa per lo sherry.
A Cadice e Jerez de la Frontera si può arrivare direttamente da Siviglia, con un tour organizzato che permette di scoprire le due località in un’unica giornata ad un prezzo più che vantaggioso. Per visitare Ronda invece, si può scegliere se prendere un tour che parte da Malaga oppure optare per quello che parte da Siviglia. Entrambi prendono tutta la giornata e offrono un’esperienza davvero suggestiva e soddisfacente, aggiungendo una tappa anche a Setenil de las Bodegas, che personalmente rimpiango di non aver fatto.

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Io ti aspetto al prossimo viaggio,
Erika
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