Tre giorni nel Golfo del Tigullio e Cinque Terre

Oggi voglio parlarti del mio viaggio di tre giorni nel Golfo del Tigullio e nelle Cinque Terre. Sono stati giorni alla scoperta di un territorio che non conoscevo, e che sicuramente non ho finito di esplorare! 

Premetto che visitare questa zona in tre giorni è abbastanza impegnativo e non sono sufficienti se la si vuole assaporare più a fondo. Il primissimo consiglio che voglio dare riguarda i mezzi di trasporto: lascia la macchina a casa! Qui parcheggiare è particolarmente difficile, quindi la macchina sarebbe più un impedimento che un aiuto. La linea ferroviaria copre tutto il territorio e ci sono corse molto frequenti, quindi il treno è la scelta migliore.

CHIAVARI 

Il mio punto d’appoggio è stato Chiavari, dove mi ha ospitato mio zio. Devo dire che questa città è particolarmente strategica per visitare i dintorni, perché treni e bus collegano in pochissimo tempo tutti i principali punti d’interesse. Chiavari è la terza città del Tigullio per popolazione dopo Genova e Rapallo, e anche un importante centro commerciale. È conosciuta anche come la “città dei portici”, avendo solo nel centro storico più di 5km di portici! Località marittima e meta dei vacanzieri lombardi, in estate si popola di villeggianti e prende vita. È davvero piacevole passeggiare la sera sul lungomare o fermarsi a bere un cocktail in uno dei tanti locali che vi si trovano. 

GIORNO 1 

Arrivo attorno all’ora di pranzo, e dopo un paio d’ore di riposo, sono pronta per iniziare il mio giro nel Tigullio! Zaino in spalla, direzione Portofino. Si può arrivare a Portofino in diversi modi, dal bus al vaporetto, alla macchina. Io però ho deciso di arrivarci a piedi, seguendo una strada pedonale panoramica che da Paraggi porta direttamente a Portofino. Da Chiavari ho preso un treno per Santa Margherita Ligure e da lì un bus fino a Paraggi. 

Questo autobus percorre una strada costiera strettissima, in cui c’è a malapena spazio per due macchine, e in cui transitano anche pedoni. Scesa alla spiaggia di Paraggi, vengo accolta da una strettissima lingua di spiaggia ciottolosa piena di sdraio e ombrelloni. L’acqua del mare è di un blu intenso e tutto intorno alla spiaggia ci sono ristoranti e bar.

Per arrivare a Portofino percorro il Sentiero dei baci. Si tratta di una passeggiata in mezzo al bosco molto piacevole e fresca grazie alle fronde degli alberi che riparano dal sole. La percorrenza è di circa 20 minuti e nel cammino si incontrano scorci da cartolina e minuscole insenature nascoste tra le rocce. Consiglio scarpe chiuse e comode, perché per quanto sia un sentiero facile e ben delimitato, non mancano piccole discese, sassi, e punti leggermente scivolosi. 

Lungomare di Paraggi
Paraggi

PORTOFINO 

Quando si arriva a Portofino, la prima cosa da vedere è l’iconica piazzetta gremita di turisti che si rilassano in bar e ristoranti. Si susseguono boutique eleganti e negozi costosi, perché qui tutto sembra uscito da un film di James Bond: vestiti bianchi, cappelli a tesa larga e mega-yatch attraccati con personale in divisa che serve i pasti ai ricchi proprietari. L’effetto è veramente quello di essere sbarcati in una realtà parallela dove la parola “lusso” la fa da padrona. 

Costeggiando la piazzetta verso destra si arriva ad una scalinata abbastanza ripida. Da qui si accede al sentiero che porta al Castello Brown e al Faro, punto panoramico imperdibile. Anche questa passeggiata è nel verde, ma stavolta è una strada asfaltata e la vegetazione fa da cornice agli eleganti portoncini di ingresso delle varie ville e residenze che si trovano sulla salita verso il Faro. Ho impiegato circa 20 minuti ad arrivare in cima, e una volta lì il panorama mi ha lasciata a bocca aperta: il Faro bianco spicca sul blu del mare tutto intorno, e da qui si può ammirare un tramonto romantico e suggestivo. 

Portofino
Portofino – Piazzetta principale
Portofino
Scalinata verso il Castello Brown e il Faro
Faro di Portofino
Portofino – Faro

Portofino non è solo un borgo esclusivo e lussuoso, ma anche un posto fuori dal tempo, dove ci si può fermare a guardare come cambia il colore del mare quando il sole si abbassa e va per tramontare. Che si scelga di prendere un gelato o ci si sieda ad osservare l’orizzonte, l’aria che si respira è quella della vacanza, della pausa, delle energie che si ricaricano. 

Finisce così il mio primo giorno nel Tigullio, perché ormai è sera e faccio ritorno a Chiavari con gli occhi ancora pieni di questa favola. 

GIORNO 2 

Nuovo giorno, nuovo giro! Il secondo dei miei tre giorni nel Golfo del Tigullio e Cinque Terre lo dedico alla visita di Camogli e San Fruttuoso, due piccoli borghi marinari. 

Arrivo a Camogli in treno e vado subito ad acquistare il biglietto del traghetto che mi porterà poi a San Fruttuoso. Nel lasso di tempo che mi separa dalla partenza del battello, mi dirigo verso la focacceria Revello, seguendo un consiglio ricevuto la sera precedente da un’assidua frequentatrice. Qui la focaccia è di una bontà indescrivibile: morbida, saporita, oliata e autentica. 

SAN FRUTTUOSO 

Spiaggia di San Fruttuoso

Parte il battello e in mezz’ora arrivo a San Fruttuoso, un microscopico borgo incastonato tra le rocce, accessibile solo via mare. La spiaggia di sassolini è sormontata da un’Abbazia medievale che affaccia direttamente sul mare, e ci sono ai lati due ristorantini arroccati. C’è anche un alberghetto dove si può pernottare, quindi se si vuole festeggiare un’occasione speciale, o si vuole fare una cena estremamente romantica e suggestiva, questa è una meta da tenere in considerazione!

L’Abbazia di San Fruttuoso è visitabile, di proprietà del FAI, e dalla sua terrazza si gode di una vista a tutto tondo sull’insenatura in cui si trova la spiaggia. Una volta arrivata a San Fruttuoso stendo il mio telo e mi godo il sole e il mare incontaminato e cristallino. C’è anche uno stabilimento che affitta sdraio, lettini e ombrelloni, ma i posti sono limitati e terminano subito.  

La mia giornata è passata tranquilla, scandita dall’arrivo e dalla partenza dei vari battelli che portano i turisti avanti e indietro per tutto l’arco della giornata. Qui ci si ritrova veramente isolati dal mondo intero, ed è una sensazione di relax estremo! Per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni, San Fruttuoso offre una chicca davvero particolare: al largo delle sue acque si trova il Cristo degli Abissi, una splendida statua in bronzo di Gesù, sommersa a 17 metri e visitabile sia con escursioni guidate che in autonomia, per i più esperti. 

Spiaggia di San Fruttuoso
Vista dall’Abbazia di San Fruttuoso
Panorama San Fruttuoso

CAMOGLI 

Porto di Camogli

Tornata indietro, faccio un giro a Camogli prima di prendere il treno di ritorno verso Chiavari. Qui le spiagge sono leggermente più ampie e spaziose, e gli stabilimenti balneari si susseguono su tutta la costa. Merita una visita veloce il Castello della Dragonara (o Castel Dragone), un edificio difensivo arroccato a strapiombo sul mare, che regala una vista spettacolare sulla scogliera sottostante.
Molto carino anche il centro, mi hanno colpito in particolar modo le scale strette e ripide che dal lungomare portano al corso principale, chiamate “Via di fuga”, e incastrate tra i palazzi vicinissimi. 

Castello della Dragonara

LA FOCACCIA AL FORMAGGIO 

Dopo un’attesa infinita a causa di un ritardo sulla linea ferroviaria, finalmente faccio ritorno a Chiavari, dove per cena vengo portata in un ristorante tipico ad assaggiare la specialità locale: la focaccia al formaggio! 

Davvero buonissima, la “fugassa” è una focaccia farcita fatta di strati su strati di pasta e formaggio fuso, che viene servita come piatto unico. Non rientra sicuramente tra i miei piatti preferiti (ho preferito la focaccia bianca), ma da queste parti non si può fare a meno di assaggiarla! 

GIORNO 3

L’ultimo dei miei tre giorni nel Golfo del Tigullio e nelle Cinque Terre lo dedico proprio a loro: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso, con l’aggiunta di Portovenere, una perla del Golfo dei Poeti. 

Scorcio di Vernazza

LE CINQUE TERRE

Premetto che, avendo solo tre giorni nel Golfo del Tigullio e nelle Cinque Terre, sotto consiglio di molti ho escluso Corniglia dal mio giro. Questo perchè essendo l’unica delle Cinque Terre a non avere l’accesso sul mare, è più difficile da raggiungere in termini di tempo. 

Acquistando la Cinque Terre Express Card ho potuto viaggiare sulla linea ferroviaria che collega questi borghi senza limiti. Sono partita da Riomaggiore, e da subito ho capito che sarebbe stata una giornata piena di panorami e scorci da cartolina. 

Riomaggiore
Manarola
Vernazza
Monterosso

Case coloratissime e stradine ripide sono le caratteristiche principali di questi borghi che si affacciano direttamente sul mare. C’è la possibilità, con un buon abbigliamento da trekking e un discreto allenamento, di passare da una delle Cinque Terre all’altra tramite i sentieri che le collegano fiancheggiando la montagna. Io ho optato per il treno: arrivavo, giravo per il borgo, scendevo verso il mare, ammiravo il panorama e tornavo indietro passando alla tappa successiva. 

L’ordine che ho seguito è stato da sud a nord: Riomaggiore, Manarola, Vernazza e Monterosso. In ogni borgo c’è un panorama diverso e tutti sono sensazionali per colori, affacci e atmosfera, ma quello che ho preferito è senza ombra di dubbio Manarola. Come si dice…amore a prima vista! 

PORTOVENERE

Fermandomi di tanto in tanto per riprendere fiato, riposarmi all’ombra e per mangiare, sono riuscita a terminare il mio giro delle Cinque Terre verso le 14.00. Avendo ancora mezza giornata a disposizione, ho deciso di approfittarne e di fare un salto a Portovenere, prendendo un traghetto che partiva da Monterosso. 

Per arrivare si impiega un’ora e mezza, ma il tempo si riduce partendo dagli altri borghi, che sono più vicini. A Portovenere sono stata un paio d’ore e in questo lasso di tempo ho girato per il centro storico, fatto di viuzze e piccoli negozi di souvenir e prodotti locali; ho passeggiato lungo il porto ed infine sono salita verso il Castello per ammirare da lì una delle viste più belle di tutta la Liguria attraverso una finestra ad archi. 

Leggi l’articolo Visitare le Cinque Terre in un giorno per scoprire tutti i dettagli di questa giornata così piena e intensa!

Portovenere – punto panoramico

È ORA DI TORNARE A CASA 

Cosa mi porto a casa da questo viaggio? Una terra stretta tra roccia e mare, colori vividi e sapori delicati, dove la vita gira attorno al porto, alla pesca e al Golfo. Sono stati 3 giorni di scoperta che mi hanno regalato panorami unici e suggestivi, che sembrano dipinti. 

Affaccio panoramico sul mare di Portovenere

Visitare in 3 giorni il Golfo del Tigullio e le Cinque Terre è un’esperienza da fare assolutamente, per staccare dalla routine e sfuggire alla vita di tutti i giorni per immergersi in paesaggi da incorniciare. 

INFO UTILI PER VISITARE IN TRE GIORNI IL GOLFO DEL TIGULLIO E LE CINQUE TERRE

  • Consiglio di muoversi usando i mezzi pubblici, perché parcheggiare la macchina in queste zone è praticamente impossibile 
  • I traghetti da e per San Fruttuoso partono una volta ogni ora per tutto l’arco della giornata e costano €15 a persona A/R 
  • Portare pranzo e acqua da casa se si vuole passare una giornata intera a San Fruttuoso, per non rischiare di dover spendere una fortuna in uno dei bar che sono sulla spiaggia 
  • La Cinque Terre Express Card si può acquistare in qualunque stazione ferroviaria al costo di €18,20 a persona per un giorno. La card permette di salire e scendere liberamente dai treni che collegano le Cinque Terre, di utilizzare gratuitamente i bagni pubblici di Riomaggiore e Monterosso e di accedere ai sentieri
  • Le spiagge liguri sono principalmente ciottolose, quindi è raccomandabile munirsi di apposite scarpette per entrare in acqua 

Se hai domande, curiosità o vuoi chiedermi consigli sul tuo viaggio di tre giorni nel Golfo del Tigullio e nelle Cinque Terre, scrivimi, sarà un piacere leggerti! 

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Erika 

3 commenti su “Tre giorni nel Golfo del Tigullio e Cinque Terre”

  1. Io abito proprio in questa zona e il tuo articolo è meraviglioso, descrive molto bene la serenità di questi luoghi e fa sempre piacere leggerlo anche da gli altri! La mia preferita è Portovenere, una piccola chicca che non tutti ricordano.

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