Il mio primo viaggio da sola

Oggi voglio raccontarvi il mio primo viaggio da sola. Questo viaggio è arrivato all’improvviso, ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita. 

Leggere di persone che viaggiano da sole mi ha sempre affascinata, ma mi intimoriva anche un pò. Mi chiedevo se effettivamente facesse per me, se ne valesse la pena e se fosse davvero così bello come dicevano tutti. Ci pensavo da tanto tempo, e poi un giorno semplicemente ho prenotato. Come destinazione ho scelto Santander, spinta dai prezzi super convenienti dei voli (A/R €20), partendo solo con lo stretto indispensabile.

Come arrivare a Santander

Per il mio primo viaggio da sola ho pernottato solo una notte, ma ho potuto passare comunque due giorni pieni a Santander. Sono arrivata nella capitale della Cantabria di mattina presto, e mi ha accolto un sole tiepido. Arrivare in centro è facilissimo, basta prendere il bus subito fuori dall’aeroporto che in 15 minuti arriva in centro. La vita in questa città sembra scorrere più lenta, più tranquilla: pensate che alle 10 di mattina negozi e ristoranti dovevano ancora aprire quasi tutti! 

Il mio programma per la giornata prevedeva una camminata lungo la costa, e quindi mi sono messa in marcia, con il sole che pian piano si faceva largo tra le nuvole. Partita dai Jardines de Pereda, ho poi proseguito sul Paseo Pereda, un viale lunghissimo che costeggia il porto e diverse spiagge. Una cosa che mi è saltata subito all’occhio è la presenza enorme di alberi e panchine: se ne possono trovare letteralmente ogni 50 metri!

Continuando la mia passeggiata incontro il Monumento a los Roqueros, un insieme di quattro statue in bronzo raffiguranti dei bambini che si tuffano in acqua. I “roqueros” erano i bambini poveri e generalemente senzatetto che si tuffavano in acqua per raccogliere le monete che marinai e passanti gli lanciavano. Tra il XIX e il XX secolo questa pratica era diventata quasi uno spettacolo, per il divertimento dei ricchi signori del tempo.

Los Roqueros

Palacio Magdalena

Proseguendo ancora, mi dirigo verso il Palacio Magdalena. Per arrivare basta seguire il Paseo Pereda, e poi Avenida de la Reina Victoria, un lungo viale pedonale anch’esso disseminato di panchine, piccoli affacci panoramici, tettoie e alberi. Qui inizia il vero spettacolo: per tutto il percorso si ha il mare sulla destra e splendide ville sulla sinistra. Si cammina quasi a strapiombo sul mare, e il panorama è a dir poco mozzafiato.

Al Palacio Magdalena trovo una gradita sorpresa, per quanto bizzarra: pensavo di essere in Spagna e invece sembra di essere nelle Highlands scozzesi! Scogliere scoscese e aspre, architettura anglosassone e prato all’inglese rendono questo palazzo un angolo di Scozia in Spagna, assurdo e perfetto allo stesso tempo.

Palacio Magdalena
La scogliera “scozzese”
Palacio Magdalena

Esaurite le angolazioni da cui potevo fotografare questo tratto di costa, è arrivata l’ora di pranzare! Ho mangiato calamari fritti e crocchette di formaggio e jamon serrano accompagnati da una maionese al nero di seppia veramente eccellente. Il tavolo che affacciava direttamente sulla spiaggia poi, ha contribuito a farmi apprezzare ancora di più il mio primo viaggio e pranzo da sola! Sono sincera, ero un pò intimorita da questo aspetto del viaggio, ma poi una volta lì, l’ho trovato piacevole e rilassante, e me lo sono goduto appieno.

Faro de Cabo Mayor

Riprendo a camminare, stavolta diretta al Faro de Cabo Mayor. Mi aspetta una lunghissima passeggiata di un paio d’ore (fermandomi qui e lì per riposarmi o per fare foto) che mi fa percorrere tutta la costa, con il mare da una parte e la montagna dall’altra. In questo tratto ci sono spiagge più grandi e chiare, si alternano stabilimenti e spiagge libere e orde di ragazzi liberi dalla scuola popolano il bagnasciuga. 

Il mio pranzo vista mare
Croquetas de Jamon
Scorcio di costa
Vista dal Faro de Cabo Mayor

Arrivare al Faro a piedi è doveroso, perchè arrivarci in bus farebbe perdere tutti gli scorci suggestivi che invece si susseguono lungo il cammino. Non sarà strano trovare persone che fanno jogging, o chi si dirige al circolo del golf, o anche coppie che si rilassano su una panchina con affaccio sul mare. Il Faro non è visitabile, ma intorno le sue terrazze offrono un panorama che lascia senza parole: oceano a perdita d’occhio, scogli scuri e vegetazione verdissima. Non si può non prendersi un momento di silenzio e contemplazione per ammirare questo spettacolo della natura prima di tornare indietro e percorrere a ritroso l’intero percorso.

Il caldo di giugno si è fatto sentire e dopo ore di cammino sotto al sole, mi riposo un pò prima di uscire nuovamente. Per cena mi sono diretta al Mercado del Este, in un ristorantino tipico che fa cucina tradizionale. Saziata la fame, ho vagato un pò senza meta, godendomi le luci del tramonto e il cielo ancora chiaro alle 22.30! La giornata è stata intensa, quindi non ho resistito oltre e sono tornata alla pensione, dove sono crollata sul letto a ricaricare le batterie.

Il secondo giorno di viaggio

Il secondo giorno è stato decisamente più rilassato e lento, perchè in realtà non c’è molto da vedere e visitare nel centro città, a parte la Cattedrale. Quello che sicuramente merita una visita è invece l’ascensore Rìo de la Pila, che porta ad un punto panoramico da cui si può ammirare l’intera città. Purtroppo quando ci sono stata io le nuvole coprivano gran parte del cielo, ma in una giornata limpida deve essere una vista niente male!

Girovagando per il centro in cerca di qualche souvenir, sono finita in una libreria di libri usati, e, presa dal fascino di quei volumi, ho acquistato “De amor y de sombra”. Munita di libro, ho scelto quindi una delle mille panchine con affaccio sul mare del giorno prima, e mi sono abbandonata alla lettura. Un pò sonnecchiando, un pò godendomi il panorama e il fresco dell’ombra degli alberi, la mia seconda giornata è passata tranquilla ed è arrivato il momento di tornare a casa.

Da questo mio primo viaggio da sola ho capito che partire da sola mi piace, mi fa bene e dona al partire un sapore nuovo. Si sta in silenzio, si osserva di più, si entra più in contatto con quello che si ha intorno. Si pensa, si riflette, si interiorizza.
Questo è stato un viaggio breve, toccata e fuga, ma è durato abbastanza da farmi capire che non sarà l’ultimo!

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Viaggiate con me!

7 commenti su “Il mio primo viaggio da sola”

  1. Io trovo che viaggiare da soli sia una scelta coraggiosa ed ammiro momto chi ci riesce. Io non credo di riuscire a farlo. Cmq Santander sembra un posto molto carino dove poter passare le proprie vacanze. Hai fatto davvero un bel viaggio! 😊

  2. In passato ho viaggiato spesso da sola per lavoro, e a parte le prime volte in cui mi sembrava un po’ “strano”, poi mi sono abituata e mi sono trovata benissimo. Nessuno che decide per te cosa fare, nessuno con cui dover parlare per forza.
    Non conosco Santander e mi hai mostrato una meta che spero di scoprire presto!

  3. Santander mi sembra una città davvero carina che al momento, pur essendo stata più volte in Spagna, non ho ancora visitato. Grazie per i tuoi consigli.

  4. Siamo stati a Santander l’anno scorso, durante il nostro tour della Spagna del Nord ed è forse la città che ci è piaciuta di più; a parte il mare (freddissimo) mi sono piaciute molto le sue spiagge e anche il cibo, abbiamo mangiato una paella fantastica!

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